L’antropologa Mary Douglas, in Purity and Danger, formulò un’idea divenuta celebre: lo sporco è «materia fuori posto». La definizione sembra occuparsi di pulizia; in realtà riguarda i sistemi con cui classifichiamo il mondo. Una scarpa sul pavimento dell’ingresso appartiene all’ordine domestico. La stessa scarpa sul tavolo da pranzo produce immediatamente una sensazione di contaminazione. L’oggetto è…
Quando troviamo un cacciavite fuori posto, il primo impulso è rimetterlo in ordine. E se fosse invece il segnale di qualcosa che merita attenzione? Partendo dalle pagine di Francesco Spadera e da un episodio raccontato in Cartografie delle zone d’ombra, rifletto su dati, anomalie, sapere tacito e decisioni nei progetti. Due cacciaviti compiono gesti diversi:…
Un registro dei rischi rivela ciò che un’organizzazione riesce a prevedere e ciò che trascura. Confrontare previsioni, eventi e decisioni consente al project manager di valutare la qualità dell’analisi, trasformare gli imprevisti in apprendimento e migliorare davvero i progetti successivi.
Il curioso paradosso di un’epoca in cui una subordinata, un trattino lungo o una citazione latina possono bastare a farci sospettare di essere macchine. Una meditazione sull’esame di sé: più invecchio, più sospetto che l’ossessione dell’autoesame sia figlia della paura, non del coraggio. Esaminiamo noi stessi per rassicurarci di esistere, per illuderci di sapere da…
Partendo da un’e-mail perduta, rifletto sulla scrittura come strumento di conoscenza, sulla necessità di proteggere l’attenzione e sul valore della pubblicazione rara. Tra acqua, quaderni e radiofrequenze, emerge una disciplina personale: raccogliere, filtrare e trasmettere soltanto ciò che può diventare per altri una mappa utile nel rumore del presente contemporaneo.