
Calogero Bonasia
Dal 1991 lavoro nel punto in cui tecnologia, organizzazione e responsabilità si incontrano.
Parto dal modo in cui un’organizzazione lavora davvero e dai problemi che deve risolvere. Ricostruisco processi, responsabilità, informazioni e controlli, individuo la distanza tra il modello dichiarato e la pratica effettiva, e traduco questa comprensione nella progettazione di sistemi digitali che le persone possano usare davvero.
Oggi applico questo metodo come Executive Program Manager nella divisione software di Custom S.p.A., dove affianco la direzione nella pianificazione, nell’osservazione dei dati, negli audit e nella governance operativa del portafoglio progetti: l’applicazione più recente di un modo di lavorare costruito nell’arco di trentacinque anni.
Il percorso
Ho iniziato la mia carriera nelle telecomunicazioni militari, assumendo responsabilità operative nella conduzione di un centro comunicazioni inserito in un contesto NATO.
Quell’esperienza mi ha insegnato che un sistema critico dipende dalla qualità delle procedure, dalla disciplina di chi le applica e dalla responsabilità di chi deve decidere quando le circostanze cambiano. Nei sistemi complessi, la tecnologia è soltanto una parte dell’opera: il resto è affidato alle persone, alla conoscenza condivisa e alla capacità di riconoscere per tempo ciò che sta accadendo.
Negli anni successivi ho lavorato alla trasformazione dei processi, alla gestione documentale e alla digitalizzazione della pubblica amministrazione. Le tecnologie cambiavano, mentre rimaneva intatta la domanda fondamentale: come tradurre norme, bisogni e conoscenze operative in sistemi realmente utilizzabili?
Nell’ambito della consulenza Atlassian, ho progettato ambienti di lavoro che rispecchiano fedelmente il modello operativo delle organizzazioni. Come DevOps, ho integrato sviluppo, esercizio, rilascio e controllo, elementi che in precedenza gestivo su scala più ampia, all’interno di programmi e portafogli di progetti IT.
L’obiettivo comune di queste fasi è creare rappresentazioni affidabili della realtà organizzativa. Queste rappresentazioni permettono a persone con ruoli diversi di avere una visione condivisa della situazione, prendere decisioni consapevoli e agire in modo coerente.
La misura dell’esperienza
Il valore di un percorso emerge dalle responsabilità assunte, dai problemi affrontati e dalla capacità di trasformare quanto appreso in conoscenza condivisa.
35+
Anni nelle tecnologie dell’informazione
Dal 1991, tra difesa, Pubblica Amministrazione, consulenza e industria.
113
Organizzazioni affiancate
Contesti differenti nei quali ho lavorato su processi, sistemi informativi, governo dei progetti, trasformazione organizzativa.
7.500+
Ore di formazione
Dedicate a professionisti, gruppi di lavoro e studenti, sui temi della gestione dei progetti, dei processi, delle tecnologie collaborative e della conoscenza organizzativa.
Come lavoro
Parto dal contesto, dai vincoli e dalle relazioni tra le parti. Metodi e strumenti vengono dopo. Hanno valore quando rendono il sistema più leggibile, migliorano la qualità delle decisioni e aiutano le persone a comprendere le conseguenze delle proprie azioni.
Leggere il sistema
Ricostruisco processi, responsabilità, dipendenze e flussi informativi.
Cerco i punti nei quali il segnale si perde, le priorità si separano dalla capacità disponibile, le responsabilità diventano ambigue oppure il lavoro reale diverge dal modello dichiarato.
È spesso in queste fratture, apparentemente marginali, che si accumulano ritardi, conflitti e decisioni prive di fondamento.
Costruire una rappresentazione affidabile
Trasformo dati e conoscenze disperse in un quadro comune di priorità, avanzamento, rischi e dipendenze.
Una rappresentazione utile deve mostrare ciò che serve per decidere, rendere visibili i limiti dei dati e conservare traccia delle ipotesi adottate. La falsa precisione rassicura per qualche istante, ma prepara errori più profondi.
Tradurre le decisioni in azione
Metto in relazione direzione e gruppi tecnici, chiarisco responsabilità e criteri di governo e verifico che le decisioni producano effetti osservabili.
L’obiettivo è sviluppare una capacità organizzativa durevole, compresa e praticata dalle persone che dovranno mantenerla nel tempo. Un sistema di governo raggiunge la maturità quando continua a funzionare anche senza la presenza costante di chi lo ha progettato.
Scrittura e ricerca
La scrittura è il laboratorio nel quale elaboro l’esperienza professionale. Indago il rapporto tra conoscenza, memoria, dati e responsabilità, perché ogni sistema di gestione incorpora un modo di osservare la realtà e, quindi, un modo di decidere. Dietro una tabella, una procedura o un indicatore vi è sempre una scelta: qualcosa viene illuminato, qualcos’altro rimane nell’ombra.
Più di 230 saggi pubblicati su Stultifera Navis.
Autore di Cartografie delle zone d’ombra.
Nei miei testi ritorna spesso la domanda che guida il lavoro sui processi e i sistemi complessi: che cosa rimane fuori dalla mappa e quali conseguenze produce questa esclusione nelle decisioni?
Accanto ai temi professionali conduco ricerche nell’ambito della filosofia della conoscenza, dell’archeoastronomia e sulle forme culturali della memoria. Mantengo ancora viva la passione per le radio comunicazioni amatoriali.
Sono territori apparentemente lontani, accomunati dall’attenzione verso i modi in cui gli esseri umani costruiscono significati, conservano ciò che ritengono essenziale e orientano la propria azione nel tempo.
